XXXII CONVEGNO NAZIONALE AIF

AGIRE LA SOSTENIBILITÀ

Formazione e cambiamento organizzativo per un nuovo modello di sviluppo

4-5-6 e 14
novembre 2020





Per società mature, la chiave dello sviluppo – da intendersi come processo dinamico che tiene insieme crescita economica e avanzamento sociale – più che con la “produzione” ha a che fare con quella che è utile chiamare “generazione”. Cioè, con la centralità strategica dell’investimento su persone, relazioni, comunità.
PREMESSA
Lungo la linea del tempo, gli ultimi secoli indicano una fortissima discontinuità in termini di popolazione, benessere, libertà. La rivoluzione scientifica, in combinazione con quella industriale, ha cambiato radicalmente la vita di milioni di persone.

Diventati abilissimi nella produzione, già nel secolo scorso, ci si è resi conto che occorreva imparare a consumare. Per questo la crescita economica della seconda metà del secolo si è strutturata attorno al circuito produzione-consumo che dagli anni ‘90 è stato sostenuto e accelerato dall’enorme sviluppo finanziario e dal conseguente indebitamento. La transizione avviata con la crisi del 2008, e che oggi si è accelerata con gli effetti della pandemia, ha a che fare esattamente con questo schema, ha bisogno di essere portata a maturazione.

In primo luogo, c’è il problema della sostenibilità.
Il modello di vita occidentale, divenuto riferimento mondiale, semplicemente non è sostenibile. Ciò apre questioni enormi, non solo perché gli squilibri ambientali, amplificati dalle tendenze demografiche, provocheranno aggiustamenti di portata biblica (si pensi alle migrazioni), ma anche perché la scarsità di risorse (materie prime, acqua, produzione agricola per effetto della desertificazione) rischia di aggravare i conflitti.

Secondariamente, le conseguenze dell’innovazione tecnologica. Se lasciata a se stessa, la digitalizzazione rischia di creare un neo-taylorismo societario, mentre la progressiva integrazione del corpo umano nelle logiche economiche espone al rischio di una “messa in produzione” della vita in quanto tale.

Infine, la distribuzione delle risorse, problema già grave è oggi divenuto drammatico. La disuguaglianza interna ai singoli paesi tocca livelli mai visti, ulteriormente aggravata dal blocco delle attività di questi mesi.

Da qui la ricerca di una prospettiva nuova: nel momento in cui si sta cercando di reagire allo shock del coronavirus, è urgente lavorare per accelerare la trasformazione che può partire solo da un cambiamento del mind set.

Per società mature, la chiave dello sviluppo – da intendersi come processo dinamico che tiene insieme crescita economica e avanzamento sociale – più che con la “produzione” ha a che fare con quella che è utile chiamare “generazione”.

Cioè, con la centralità strategica dell’investimento su persone, relazioni, comunità.

Nell’ipotesi che risieda lì il vero principio del nostro futuro.

Dal punto di vista dell’efficienza sistemica, il controllo centralizzato, reso possibile dalla digitalizzazione, offre vantaggi evidenti. Ritorna l’idea che “tutto funziona meglio” se diviene possibile un rigido controllo del singolo individuo, che arriva fino alla sua disabilitazione. Un sogno condiviso da tutti coloro che mettono l’organizzazione prima della persona. Così, nel secolo che viene ritornano vecchi dibattiti che sembravano archiviati: quello più micro tra la visione tayloristica e la teoria delle risorse umane; e quello più macro tra centralismo della sorveglianza e libertà imprenditoriale e democratica.

Il confronto con le altre culture – e specificatamente con la Cina – costituisce così un’occasione per l’Occidente – e l’Europa in particolare – per recuperare il senso profondo della propria matrice culturale. E della propria responsabilità storica. Nato e cresciuto sull’idea che la persona non è mai riducibile all’ordine sociale, l’Occidente esiste perché afferma che la creatività e la varietà associate alla libertà superano sempre i rischi di comportamenti negativi e disfunzionali. Un’idea che a livello istituzionale si traduce poi nella decisa opposizione contro ogni forma di monopolizzazione del potere: che sia politico, religioso o tecnocratico.

Di fronte alle conseguenze devastanti del coronavirus, è dunque necessario avviare processi trasformativi che, nel dare risposte concrete ai problemi che assillano la nostra vita sociale, siano in grado di disegnare una nuova cornice di riferimento comune.

Tre sono le “transizioni” prioritarie su cui ci si focalizzerà:

La TRANSIZIONE ECOLOGICA che non si risolve con un patentino di sostenibilità. Occorre ridefinire integralmente il nostro rapporto con l’ecosistema come produttori, consumatori, cittadini.

La TRANSIZIONE ORGANIZZATIVA: puntare sul contributo originale delle persone significa innovare i modi di lavorare, per valorizzare pienamente autonomia e responsabilità e controbilanciare le spinte verso l’irrigidimento dei processi.

La TRANSIZIONE FORMATIVA: abbiamo accumulato un grave ritardo nella formazione delle persone.

Quanto più i sistemi tecnici sono sofisticati, tanto più si deve investire sulle persone. Tenendo conto che formazione non è addestramento
STRUTTURA DEL CONVEGNO
Il convegno AIF 2020 si svolgerà in live streaming.

In ciascuno dei tre pomeriggi del 4,5,6 novembre saranno proposti tre contributi di studiosi ed esperti sui temi focali della giornata, prevedendo anche modalità di interazione e dialogo con i partecipanti.

Verranno costituiti dei gruppi di lavoro che, sulla base degli stimoli proposti nei primi tre giorni dei lavori, avranno l’obiettivo di elaborare prospettive evolutive e progettuali nell’area della formazione nelle organizzazioni.

La mattina di sabato 14 novembre è prevista una sessione in cui i gruppi presenteranno il lavoro svolto e dialogheranno con un panel di relatori che, al termine, proporrà le proprie riflessioni conclusive.
LE DOMANDE

– Cosa è la sostenibilità: rivoluzione storica, retorica, marketing, strategia, valore, possibilità, scommessa?

– Qual è lo stadio evolutivo del pensiero della sostenibilità sul piano della governance interna delle organizzazioni?

– A quali evoluzioni l’idea di sostenibilità chiama le pratiche di gestione delle persone nelle organizzazioni?

– Come sono organizzate e gestite le imprese sostenibili?

– Quali pratiche educative sono coerenti con l’idea di sostenibilità contributiva?

– Quale transizione verso la sostenibilità è richiesta alla formazione nelle organizzazioni?

Iscriviti subito e partecipa ai GRUPPI DI LAVORO




EARLY BOOKING ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2020




A fine Convegno Nazionale verrà rilasciato l’ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE e il riconoscimento di n. 4 crediti AIF

Chi si iscrive all’evento avrà inoltre la possibilità di ricevere, alla conclusione dei lavori, l’intera registrazione del Convegno Nazionale.

PROGRAMMA
LA TRANSIZIONE
ECOLOGICA


14.30
SALUTI E APERTURA DEI LAVORI Maurizio Milan
– Presidente AIF

15.15
LA TRANSIZIONE ECOLOGICA Mauro Magatti
– Università Cattolica di Milano
Enrico Giovannini
– Economista

16.45
DIALOGO CON I PARTECIPANTI

17.30
COFFEE BREAK

18.00
WORKSHOP
LA TRANSIZIONE ORGANIZZATIVA E ECOLOGICA

14.30
LA SOSTENIBILITA’ PER LE ORGANIZZAZIONI E PER LE PERSONE CHE LE ABITANO
Fabio Cecchinato
– Università Cattolica di Milano
Alberto De Toni
– Università di Udine
Ann Cunliffe
– UFGV-EAESP in Brazile

16.00
DIALOGO CON I PARTECIPANTI

17.30
COFFEE BREAK

18.00
WORKSHOP
EMOZIONI E PERFORMANCE
La Motivazione Scientifica Alessandra Abbattista Karakter Coaching School
LA TRANSIZIONE FORMATIVA

14.30
LA FORMAZIONE
PER LE ORGANIZZAZIONI SOSTENIBILI
Davide Nicolini
– Warwick Business School
Giovanni Foresti
– Psicoanalista
Manuela Palma
– Unimib
Giuseppe Scaratti
–Università Cattolica di Milano

16.00
DIALOGO CON I PARTECIPANTI

17.30
COFFEE BREAK

18.00
WORKSHOP
La formazione sostenibile, come organizzare webinar efficaci
Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS
Paola Favarano, Formatrice e Consigliere Nazionale AiFOS
LA FORMAZIONE PER LE ORGANIZZAZIONI SOSTENIBILI: IL CORAGGIO DI UN CAMBIO DI PARADIGMA
09.00
RESTITUZIONE DEI LAVORI DI GRUPPO

10.45
COMMENTI AI LAVORI DI GRUPPO E CONCLUSIONI
Maurizio Milan
– Presidente AIF
Mauro Magatti
– Università Cattolica di Milano
Fabio Cecchinato
– Università Cattolica di Milano
Giuseppe Scaratti
–Università Cattolica di Milano
Ermete Realacci
– Presidente Fondazione Symbola
GRUPPI DI LAVORO
Come ha sottolineato il prof. Mauro Magatti durante la diretta facebook del 22 luglio il XXXII Convegno Nazionale AIF si presenta in primo luogo come un progetto di ricerca comune, a cui tutti i Soci sono invitati a partecipare. Per questo motivo entro il mese di settembre verranno attivati dei gruppi di lavoro tra i partecipanti all’evento. I gruppi cominceranno a confrontarsi su alcuni dei temi che saranno affrontati durante il convegno, con l’obiettivo di offrire spunti e sollecitazioni ai relatori in modo da favorire una discussione quanto più possibile ampia e articolata. I gruppi avranno a disposizione uno spazio web per condividere materiali, confrontarsi, produrre testi attraverso la scrittura collaborativa.
STATUS QUO NELLE ORGANIZZAZIONI
Nell’esperienza che facciamo attualmente delle organizzazio- ni, come lavoratori o consulenti, quali aspetti percepiamo come più coerenti con l’idea di sostenibilità e quali ci appaiono più distonici con essa?

Obiettivi del gruppo:
raccogliere esempi concreti di comportamenti organizzativi più o meno coerenti con l’idea di sostenibilità

Facilitatrice:
Maria Nigro
EVOLUZIONI IN CORSO
Quali evoluzioni percepiamo oggi nelle organizzazioni rispetto al valore della sostenibilità? Si tratta solo di una nuova etichetta oppure sta accadendo qualcosa di rilevante? E se si, quali sono gli aspetti messi in gioco?

Obiettivi del gruppo:
raccogliere esempi concreti di evoluzioni legati all’idea di sostenibilità in corso all’interno delle organizzazioni e cercare di capire se sono evoluzioni sostanziali o di facciata e quali sono gli impatti reali sull’organizzazione e la sua attività

Facilitatore:
Andrea Oglietti
SOSTENIBILITA’ E GENERATIVITA’
La sostenibilità può avere una connotazione esclusivamente tecnica. Accostare il termine generatività significa sottolineare la centralità dello sviluppo delle persone e delle relazioni. Quanto questa sensibilità è diffusa? E quale può essere il contributo della formazione?

Obiettivi del gruppo:
riflettere sui termini sostenibilità e generatività, confrontarsi su quanto è diffusa la consapevo- lezza della loro relazione, definire quale può essere il contributo della formazione su questo tema

Facilitatrice:
Viviana Olivieri
MANAGEMENT GENERATIVO
Cosa significa interpretare l’istanza della sostenibilità generativa nell’area del management delle organizza- zioni? Come descrivere il management sostenibile e generativo?

Obiettivi del gruppo:
definire quali caratteristiche contraddistinguano il management sostenibile e generativo

Facilitatrice:
Sabina Addamiano
FORMAZIONE E SOSTENIBILITA’
Rispetto alle pratiche di formazione nelle organizzazioni, quali ci appaiono sintoniche con il valore della sostenibilità generativa e quali più incoerenti? Quali innovazioni nel campo della formazione ci sembra che l’istanza della sostenibilità generativa richieda?

Obiettivi del gruppo:
individuare le pratiche di formazione più sintoniche con il valore della sostenibilità generativa e quelle incoerenti. Interrogarsi sulle innovazioni richieste alla formazione dall’istanza della sostenibilità generativa.

Facilitatrici:
Marirosa Gioia e Margherita da Cortà Fumei


Gli iscritti al convegno potranno scegliere di partecipare fino a un massimo di due gruppi di lavoro.
E’ previsto un massimo di 20 partecipanti per ogni gruppo.

Iscriviti subito e partecipa ai
GRUPPI DI LAVORO

QUOTE DI PARTECIPAZIONE EARLY BOOKING ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2020
SOCIO 2020 – importo esente IVA
€ 190,00 QUOTA SOCIO invece di € 240,00
€ 90,00 QUOTA SOCIO UNDER 25ANNI | OVER 65 ANNI | INSEGNANTI invece di € 120,00

NON SOCIO 2020 – importo comprensivo IVA
€ 290,00 QUOTA NON SOCIO invece di € 340,00
€ 140,00 QUOTA NON SOCIO UNDER 25ANNI | OVER 65 ANNI invece di € 170,00



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